….di poesia

Mi cubo inintro a tie
terra istimada…
Su tempus
- nigheddu -
imbruttat su chelu
de malesa e de fele.
M’arrimo inintro a tie
terra pistada
…chin s’astragu in su coro.
Commo tue ses pranghende
…e deo chin tecus.
Su manzanu paret notte
in s’ifferru ’e sa vida.
Male assortau, ferit tottube,
e tottube
frorin tristura e tejos .

Ma sa poesia non morit:
juchet ocros d’incantu
e gana d’amistade.
Irfaghinat ischintizzas
de pache e de recreu.
Secat cadenas…
Ischidat sas bertudes
bentulande banderas ’e libertade.
Cheret battire
prendas de lucore
chin sa frusa de sa luche ’e su coro
(Rosalba Satta Ceriale).

Ma la poesia non muore (Traduzione)

Mi nascondo dentro te
terra stimata…
Il tempo
- più nero del nero -
sporca il cielo di malizia e di fiele.
Mi appoggio a te
terra offesa
…col gelo dentro il cuore.
Ora tu stai piangendo
…ed io con te.
Anche il mattino è privo di luce
nell’inferno della vita.
Malmesso, ferisce ovunque,
e ovunque
fioriscono tristezza e piagnistei.
Ma la poesia non muore :
ha occhi d’incanto
e fame di amicizia.
Sparge scintille di pace e di gioia.
Rompe catene…
Sveglia le virtù
sventolando bandiere di libertà.
Vuole riportare meraviglie
col fremito della luce del cuore.
(Rosalba Satta Ceriale)

25 Luglio 2010 alle 09:00 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

sonoscop

Domenica 9 maggio, in collegamento telefonico via Internet, Teresa Fantasia, ideatrice e conduttrice, a Buenos Aires, della trasmissione video-radiofonica “Sardegna nel cuore” , ha intervistato il direttore di “Sonos e contos”, Pierpaolo Fadda.

E’ stata un’intervista particolarmente interessante .

Si è presentata l’occasione – cosa rara! – di  parlare a lungo di una rivista , “Sonos e contos” appunto, che , nata in Sardegna nel mese di giugno  del 2007 da un’idea di Mariano Lo Piccolo, raccoglie  e diffonde la cultura sarda .

Ciò che mi è rimasto impresso, a intervista terminata, è stato l’entusiasmo. E , in particolare , la tenerezza con la quale Pierpaolo Fadda parlava della rivista che , non senza fatica e innumerevoli sacrifici, dirige da un anno. E proprio vero : quando è la passione il carburante con il quale si agisce, tutto diventa possibile ! Non facile, ma possibile.

La considerazione che mi viene spontanea è, tuttavia, la seguente : in una società come l’attuale, fatta di rumore e chiasso, di   luci e lustrini ,  dove il bagaglio culturale  rischia di diventare sempre più  un peso o , nella migliore delle ipotesi , un optional  , ha senso  darsi da fare, sacrificare il proprio tempo e , a volte, i propri affetti per realizzare qualcosa il cui obiettivo è quello di informare e formare visto che , stando anche alle statistiche , la percentuale di chi legge   diminuisce sempre di più?

La risposta  di Pierpaolo Fadda è stata- nella lunga chiacchierata telefonica – sottintesa ma chiara, insita nel suo entusiasmo : ha senso. Ed oggi più di ieri , a sentir lui.

Come dargli torto? I lettori sono una minoranza? Ma non sono state , storicamente, le minoranze a fare le più grandi rivoluzioni?  Basta pensare al Risorgimento italiano – per rimanere a casa nostra -. Non sarebbe auspicabile , oggi, una sana e pacifica Rivoluzione  il cui fine sia quello di investire in cultura per nutrire le menti e risvegliare le coscienze? Non è di questo che l’umanità ha oggi urgente necessità? Gramsci affermava che un Paese si distingue per quanto è capace di investire in cultura. Aveva torto?

“Sonos e contos”… Il mio incontro con la rivista  è avvenuto per caso . Via sms una carissima amica mi comunica che nel mensile  – che ancora non conoscevo – Giuliano Marongiu  parla di mio padre . Naturalmente lo acquisto e , da allora – da quel numero 4 del settembre 2007 -, è diventata una  abitudine leggerla. Ciò mi consente di dire che la rivista, col passare del tempo e come tutte le cose vive, è cresciuta . E’ un piacere perfino sfogliarla . Straordinario il numero dedicato a Fabrizio De Andrè…da conservare come una reliqua. “Un numero che ho deciso di dedicare al più grande poeta contemporaneo italiano – scrive Pierpaolo Fadda – per quel suo amore senza confini per la nostra Sardegna, per il grande contributo che egli ha dato alla diffusione delle lingue minoritarie (e tra esse il sardo) perché credo che sia rimasto nei nostri cuori, per sempre”.

Prezioso , poi, il Cd , allegato al numero successivo, dal titolo “Grassias a Deus” : diciassette brani suonati e cantati dai più grandi artisti sardi ( da Piero Marras ad Enzo Favata, dai Janas ai Cordas e Cannas) ; disco che è nato con finalità benefiche , in quanto parte del ricavato è andato – e andrà – all’ospedale Gaslini di Genova. Molto interessanti, nel ricco numero ancora in edicola, due interviste : quella  di Giuliano Marongiu ad Alessandro Catte e quella di Michela Murgia  al pluripremiato scrittore cagliaritano Francesco Abate. Ma non solo… Nelle pagine dedicate alla “Letteratura” è altresì interessante leggere gli articoli  di P. Fadda  che raccontano, attraverso un dialogo con gli autori, due libri in uscita :  “Fabrizio De Andrè” di Silvia Sanna e “Sardinia Jazz” di Claudio Loi.

Ma ciò che è rende speciale  questa rivista è la scelta culturalmente azzeccata di  dar voce ai nuovi gruppi  musicali sardi, ai cantanti emergenti , ai tanti personaggi  meno conosciuti ma non per questo meno importanti.

“Sonos e contos” è , in sintesi, una “vetrina” particolarmente curata ; una “tavola” apparecchiata con gusto che  invita all’assaggio per poi nutrire le coscienze.

(Rosalba Satta)

11 Maggio 2010 alle 21:53 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

Il 24 ottobre , al teatro Eliseo, è stata presentata, all’interno di una serata davvero magica, l’ultima fatica di Tonino Puddu e del Coro Su Nugoresu.

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1 Novembre 2009 alle 14:53 | Commenti & Trackbacks (1) | Permalink

di
Simonetta Selloni
 
 Nuoro. Nel grande manifesto c’è una bella immagine di Tonino Puddu con il costume di Nuoro.
L’aveva indossato  l’ultima volta , Tonino, il 29 agosto 2008, quando al Redentore aveva diretto il Coro Su Nugoresu, il suo coro.
Lui non poteva più cantare, un tumore se lo stava portando via, e il 21 ottobre successivo – sarà un anno domani – se n’era andato, lasciando un patrimonio straordinario di musica, arte, riconoscimenti internazionali.
E anche di amore… lo stesso che ha spinto  i suoi amici  di Su Nugoresu a organizzare due serate intitolate "Su bolu   ‘e s’ammentu" , il volo del ricordo, per quest’uomo di cultura, la cui composizione più famosa  si intitola, non a caso, "Su bolu  ‘e s’astore".
Per presentarle ieri c’erano Simone Dionigi Pala, direttore succeduto a Tonino al Coro Su Nugoresu, Michele Siotto , presidente del Gruppo,  Ugo Collu , direttore della Polifonica Nicolao Praglia, quindi Salvatore, il fratello di Tonino.
Hanno parlato della sua lunghissima carriera, della sua vita nel segno della musica; in queste due serate si potrà anche vedere una mostra dal titolo "Una vita sul pentagramma".
Due serate, allora: la prima giovedì , a carattere religioso. Nella Chiesa delle Grazie, alle 20, si esibiranno La Polifonica Nicolao Praglia di Nuoro accompagnata dall’orchestra d’archi Ensemble; il Coro Montanau di Desulo, diretto da Simone Dionigi Pala ; il Coro Su Nugoresu di Nuoro diretto da Pala . Sarà presentata la "Missa Su Nugoresu" di Tonino Puddu con i Cori riuniti Su Nugoresu e Montanaru e dalla Polifonica Nicolao Praglia.
Il 24 ottobre, all’Eliseo, alle 20, presentata da Ottavio Nieddu, una serata folk, durante la quale si esibiranno il Coro Su Nugoresu, che presenterà il nuovo CD "Cantones de pache e d’amore". Sono 14 brani, registrati sotto la direzione di  Tonino Puddu che non è riuscito ad ultimarlo. Canteranno il Gruppo folk "Città di Tempio" e il Coro Montanaru di Desulo.
Saranno serate di musica e ricordi, quelli personali e quelli che le note e le voci suggeriranno.
Saranno lacrime di un dolore dolce. Tonino approverebbe.
(Da "La Nuova Sardegna" del 20 ottobre 2009)

 

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22 Ottobre 2009 alle 18:51 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink


L’addio terreno del pittore-poeta Tonino Ruiu risale a poco più di due anni addietro. Era un freddo giorno di dicembre, ma l’animo e il cuore di coloro che andarono a porgergli l’ultimo saluto erano caldi e pieni della bellezza e della poesia dei suoi dipinti. Lo si intuiva dagli atteggiamenti, dal religioso silenzio e dagli sguardi carichi – tutti – di malinconica tenerezza per il "volo" di un artista vero, che tanto aveva realizzato e donato con una maestria e una generosità quasi disarmanti.

A distanza di tempo, quando il lutto può essere più facilmente elaborato , diventa quasi inevitabile domandarsi non per quanto tempo si sia vissuti, ma come sia stata la vita di coloro che ci hanno lasciato. "Di un libro o di un film – ha scritto qualcuno – non ci domandiamo mai se è lungo, ma se è bello. Così dovremmo iniziare a pensare della vita…"

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7 Ottobre 2009 alle 22:30 e taggato , , , , ,  | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

 "SEMUS CHELOS"  IL NUOVO DISCO A "SARDEGNA NEL CUORE"

 

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15 Settembre 2009 alle 22:06 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

La piazza Giubileo , a Budoni, stracolma di ammiratori, ha accolto anche quest’anno, col calore e la simpatia di sempre , il concerto del cantautore Piero Marras.
E’ stata una serata diversa, perfetta , quasi magica.
Nel palco la Piccola Orchestra D’archi diretta dal maestro Daniele Manca .
Una bella novità : la musica colta che tenta un sodalizio con la musica , con le armonie popolari. Un rischio . O meglio, una scommessa. Vinta alla grande.
Nel palco , il buio e il silenzio di una notte stellata vengono rotti , all’improvviso, da suoni che paiono arrivare da mondi misteriosi e lontani e che, man mano, irrompono fino a invadere l’anima , lubrificandola.
La sorpresa è grande e ci si interroga , inevitabilmente, sul valore terapeutico della buona musica e del bel canto.
Che meraviglia!
Siamo tutti lì ma siamo altrove , in una dimensione senza confini… dove i violini cantando raccontano , e le note vestono i versi di colori nuovi.
E’ "Arbore ‘e pache" la prima canzone che, come un magnete , mette in collegamento , scombinandone la chimica, sangue, nervi, muscoli e cervello.
L’ adrenalina scorre…
E siamo solo all’inizio.
"Murghere s’anima ‘e su coro" è facile quando, poi, Marras canta la ninna nanna dedicata alla figlia , dove padre e figlia decidono, per scherzare, di rapire il vento e di tenerlo prigioniero fino a quando non insegnerà agli uomini l’ inebriante percezione di quel volo che non ha necessità di ali per andare , ma di idee nuove per costruire un mondo più giusto…
Quel mondo che, subito dopo, viene fuori dai versi della sempre attuale "Il figlio del re" . Un re che, invece di prendere , per rafforzare il suo potere e alleggerire la sua vita , si carica sulle spalle le fatiche, il pianto e le sofferenze degli ultimi per restituire , col maltolto , quei sogni e quelle speranze capaci di costruire un mondo dove non esiste il non-senso di una guerra "giusta" , dove coloro che scappano da una terra martoriata o da esperienze di vita allucinanti non vengono rimandati indietro o costretti a morire, nell’abbandono, tra le onde di un mare che sa di funereo .
Torna, prepotente, nelle parole del cantautore nuorese l’invito affinché la Poesia dei tanti poeti sardi trovi spazio tra le mura domestiche e scolastiche…come patrimonio prezioso, come eredità da difendere e diffondere per rafforzare valori e sentimenti quali la solidarietà, il rispetto, la fratellanza, la condivisione , e tutto ciò che oggi rischia di diventare se non inutile , non indispensabile. Non a caso parla d’Amore la successiva, bella poesia di Peppino Mereu… una novità che Marras canta al suo pubblico sapendo di giungere fino ai recessi sinuosi dell’ anima : la commozione è grande, il coinvolgimento, totale. Il pubblico, in piedi, applaude a lungo e accoglie con tenerezza e riconoscenza un fuori programma di tutto rispetto : i versi di "Mere manna" e "Sa oche ‘e Maria"; versi che non vanno commentati ma assaporati in questo magico undici agosto dove anche le stelle , rapite dall’incanto, rimandano ai giorni seguenti l’atteso spettacolo delle loro apparenti cadute tra cielo e cielo.

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14 Agosto 2009 alle 18:35 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink


 

Circa un anno addietro, navigando su Internet,  sono entrata, casualmente, nel sito di una scuola elementare speciale : la scuola Longhena di Bologna. Cliccando nelle varie pagine e soffermandomi quel tanto che basta per avere una precisa idea del quotidiano scolastico di questa scuola , per la prima volta, dopo circa due anni di età pensionabile vissuti e ogni giorno assaporati – come è giusto che sia dopo oltre 35 anni di lavoro spesi senza risparmio -, ho sentito una pungente nostalgia . Nostalgia che mi ha inizialmente sorpreso e , poi, infastidito perché  cozzava con la certezza di una scelta convinta, ponderata a lungo e considerata …inevitabile, perché desideravo andar via, lasciare la scuola, con il sorriso e con l’entusiasmo del primo giorno, e intuivo , visti i tempi caratterizzati dalla riforma dell’allora ministro Moratti,  che "dopo" non sarebbe più stato possibile.  Con molta probabilità , se fossi rimasta ancora qualche anno,  mi sarei imbattuta con la parte peggiore di me stessa – quella senza entusiamo e sogni- è ciò avrebbe avuto, inevitabilmente, una ricaduta sul mio lavoro di insegnante. E non volevo , né potevo permetterlo…

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14 Febbraio 2009 alle 19:02 e taggato , , , ,  | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

Mi è arrivato per posta nel mese di settembre del 2008. Un dono prezioso : il cd "Luna cara" del "Coro Prama ‘e seda" .

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28 Gennaio 2009 alle 12:26 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink


( A Tonino Puddu)
 
 
 Il cielo
 questa notte
 ha l´ eco intenso
 di antiche melodie
 e il pianto – sommesso – delle stelle
 racconta meraviglie.
 
 Sa di sogno il tuo volo…
 
 La luna
 rapita dal tuo canto
 osserva e tace.
 
 Sa di incanto il tuo volo…
 
 Ma il tuo sorriso buono
 ed il tuo sguardo fiero
 son qui…
 con le speranze – intatte -
 e i tuoi affreschi di note.
 Son qui
 appiccicati all´anima.
 
 Sa d´azzurro il tuo volo…
 
 Sei oltre e sei dovunque.
 Sei… nel cuore.

26 Ottobre 2008 alle 10:59 e taggato , , , , , ,  | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink